2009
Giu
24
Fluxish era e sarà sempre un gran tema, ma da tempo il mio senso estetico aveva preso una svolta polverosa. Così come il contrasto fra colori brillanti e chiaroscuri me lo aveva fatto scegliere insieme a “Shiki colors”, ora che il mio desktop è dominato dal nero di “Dust” ho impolverato un po’ anche il blog.
Un grazie a Zeuder per il tema, veramente ottimo, e spero che non faccia la fine di Fluxish, abbandonato dal suo autore.
2009
Mar
3
Questi ultimi mesi sono stati un periodaccio per l’informatica tutta. Microsoft è stata costretta a bollare Vista come un prodotto immaturo e a spingere sull’adozione diretta di 7; Apple subisce da un lato la carica dei cloni di Psystar e la chiavetta EFI-x, dall’altro l’ira degli utenti insoddisfatti dalle ultime scelte hardware (sparizione della firewire, schermi glossy di qualità scadente) e software (servizi web non funzionanti, problemi al sistema operativo). Linux, nella sua frammentazione, ha vissuto al solito di gioie e dolori in sordina ma per Ubuntu, dall’”alto” della mia personalissima esperienza, mi sento di concludere che gli ultimi mesi sono stati un bel FIASCO.

Intrepid Ibex, lo stambecco che avrebbe dovuto portare ubuntu sulle vette del mercato, ha fallito in molti dei suoi obiettivi. Gravi bug affligono i moduli del kernel, sempre più pasticciato per venire incontro ai troppi cuochi che agitano la cucina del FOSS. Come se non bastasse l’instabilità lo sviluppo dei driver open non decolla, lo scarso controllo sulle patch mette periferiche supportate fuori uso con un banale aggiornamento di sicurezza. Le prestazioni sono in calo e ormai paragonabili su macchine di fascia media alle alternative proprietarie, e dire che erano sempre state il fiore all’occhiello di Linux che cominciò la sua corsa come un tonico per l’hardware più vetusto. I rinnovamenti grafici attesi dall’utenza non professionale non si sono visti e si faranno attendere ancora 2 versioni, quando i concorrenti commerciali avranno già da tempo svecchiato le loro interfacce e anche le distribuzioni concorrenti, tradizionalmente legate a KDE, godranno di desktop environment maturi e funzionali, oltre che eccezionalmente BELLI.
Da qualche tempo tornato su XP Home, regolarmente pagato, funzionante fin dove possibile con software free/open. Troppi problemi ho con Intrepid per farci affidamento come sistema principale e troppo distante il rilascio di Jaunty Jackalope ad allontanare le tendenze “pinguinicide” che mi pervadono. Mi sono imposto il 19 Marzo, festa del papà e data di rilascio della Beta di Jaunty, per decidere che fare della partizione Ubuntu del mio pc. Nel frattempo Novell annuncia la possibilità per le prossime Opensuse di effettuare l’upgrade alla nuova versione senza neccessità di formattare o di aggiornare il sistema da DVD: prevedo una emorragia di utenti Ubuntu (sopratutto Kubuntu) nei confronti di una distro dotata di una buona comunità, una grande casa madre e il miglior tool di gestione dell’ambiente linux.
Io non prevedo un trasloco a breve, ma come dire… intanto compro i biglietti.
2009
Gen
31
da it.wikipedia.org:
il punto di pareggio o break even point (abbreviato in BEP) è un valore che indica la quantità, espressa in volumi di produzione o fatturato, di prodotto venduto necessaria per coprire i costi precedentemente sostenuti, al fine dunque di chiudere il periodo di riferimento senza profitti né perdite.

Ebbene, secondo il New York Times Canonical sarebbe prossima a fatturare la cifra di 30.000.000$ annui, considerato il punto di pareggio fra profitti e perdite. Una volta raggiunto tale obiettivo la società potrà continuare ad operare senza iniezioni di risorse da parte dal patron Mark Shuttleworth; costui, se la crescita degli utili si manterrà positiva, comincerà anzi a rientrare col tempo negli investimenti fin qui sostenuti per lo sviluppo di Ubuntu Linux.
da ostatic.com:
The Times reports Canonical is approaching the $30 million a year mark in terms of revenue, and Shuttleworth feels that is the point when the company will become self-sustaining.
Questa è senza dubbio un’ottima notizia per gli utenti della distribuzione preoccupati per la sua esistenza nel lungo periodo. Mark aveva infatti più volte dichiarato di non poter sopportare più di altri 3-4 anni il possesso di una società in perdita.
2009
Gen
7
Ho due brutti difetti: il primo è la testardaggine, se mi metto in testa qualcosa alla fine la faccio a qualunque costo; il secondo è che spesso i risultati lasciano a desiderare.
L’header del blog che risulta non è proprio bruttissimo ma di certo l’altro era meglio. Non ho il coraggio di dire al povero F!ux come ho ridotto il suo tema, spero non se ne abbia a male se ho violentato così la sua creazione per il capriccio di avere un blog “unico”!